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CATTOLICA, 26-27-28-29
Settembre 2002
Ebbene lo confesso: io partivo già
prevenuto. POSITIVAMENTE prevenuto, perchè
il raduno di Cattolica è da alcuni anni uno dei miei preferiti.
Al marchio di garanzia Smart Drivers + New Untouchables ed alla partecipazione
qualificata unisce infatti una location estremamente piacevole, un'atmosfera
"cool and relaxed" e (in genere) la dolcezza del clima di fine
estate.
Quello che non immaginavo è che stavolta tutto (clima siberiano
a parte) sarebbe andato ben oltre le mie già elevate aspettative
.Ma
procediamo con ordine.
ABSOLUTE BEGINNERS
Al mio arrivo venerdì pomeriggio trovo il Pirate
Pub non strapieno ma già abbastanza animato, con un buon tappeto
musicale che accompagna le classiche chiacchiere, i saluti di rito ecc.
in un mood estremamente "easy"
Circa la metà dei
presenti sono stranieri, soprattutto Britannici convogliati qui dalla
B.T. (Bailey Tour, non British Telecom) ed Austriaci, reduci un po' provati
dal party di benvenuto della sera prima. Facce note, altre meno, altre
nuove del tutto, un buon amalgama.
Il tempo scorre liquido fino all'ora di iniziare i preparativi per la
prima, attesa serata
THE WEEKEND STARTS HERE!
Il Club, già Golden Gate ora ribattezzato Buddha
Bar, non si riempie subito, ma a regime arriviamo a 250 persone circa
impegnate a far bella mostra di sè ed a occupare quasi costantemente
la pista, dimostrando di apprezzare le selezioni offerte dai collaudatissimi
djs. Il trasgressivo Frantz mette persino "Conversation" di
Elvis, che forse è destinato a diventare il "pezzo non-mod
più ballato dai mods" (scalzando da questo ruolo il noto classico
degli Stooges
)
Un po' stanco per il viaggio in coda sulla A1 passo la serata dedicandomi
più alle relazioni sociali che al ballo, consapevole che non sarebbe
mancato tempo e modo per recuperare.
Il tempo ed il modo arrivano infatti, puntualmente, sabato sera.
HUNDREDS LIKE ME
Già al ritrovo pomeridiano al pub gli arrivi si
susseguono agli arrivi da ogni parte d'Italia e ancora dall'estero, con
due note ed affascinanti esponenti del Jet Set del South England che giungono
fortunosamente a destinazione nonostante uno sciopero dei controllori
di volo di Sua Maestà. Al locale arrivo un po' tardi, oltre mezzanotte,
ed è già affollato, almeno 400. Noto che molti dei presenti
sono eleganti, nell'accezione mod del termine, alcuni veramente ineccepibili.
Anche la musica colpisce nel segno, una gran quantità (e qualità)
di Club Soul, Dancefloor Jazz, R&B, Boogaloo, insomma tanta musica
nera nelle sue sfumature più cool. Mi rimangono particolarmente
impressi un tirato e tagliente set strumentale proposto da Andrea ed uno
a dir poco sorprendente di Rob Bailey, con ben tre pezzi di ska original
(ogni alchimista conosce bene la giusta dose di ingredienti della sua
"magic potion"
) Anche i sets bianchi sono molto validi
e coinvolgono un nutrito e colorato gruppo di ballerini. La pista non
ha tregua nè la concede.
La fine della serata ci coglie di sorpresa, ancora una volta si fà
rotta per il pub, dove ci aspettano altra musica, altre chiacchiere ed
altri drinks. Alcuni indulgono in attività rilassanti e mind expanding;
qualcuno ha ancora la forza di ballare.
LAZY SUNDAY
La domenica pomeriggio passa tranquilla; fà freddo;
la nostra rappresentativa perde la partita di beach soccer contro la formazione
anglo-scozzese; io faccio un po' di pratica col mio traballante inglese
con persone che avevo conosciuto a Margate. Come in tutti I raduni di
tre giorni la stanchezza si fa sentire. Alcuni amici devono già
rientrare. Il cielo è grigio e sono un po' in down. Ma non dura,
la festa continua ed il meglio deve ancora venire. Rob mi parla molto
bene del gruppo, I Gene Drayton Unit
THE IN CROWD
Stavolta arrivo al Club decisamente presto, non c'è
ancora molta gente ma c'è Mary Boogaloo ai piatti, quindi è
più che garantito un avvio perfetto. La miscela proposta è
a base di R&B ed early 60s Soul, la quintessenza del suono Mod. Non
riesco a stare fermo. Poi tocca a Rob Bailey, altro passaggio ad alta
intensità di rarità ultra-cool. E tutta la serata si mantiene
su livelli alti, con netta prevalenza dei miei generi preferiti. Impossibile
non citare i sets di Lee Miller e di Marco Moretti, che accompagna la
dance competition, ed I successivi di Rob e di Mary, applaudita a scena
aperta (sono a corto di aggettivi, perdonatemi
)
Mi torna in mente una cosa di Tom Wolfe in "Underground di mezzogiorno":
"
la musica ti sta addosso come un Vibro-massaggio
ed un
sacco di ragazzi e ragazze vengono qui e vanno in questa specie di trance
cinetico, danzando per conto loro e lasciando che la musica li afferri
e sconvolga le loro menti
". I 150 superstiti presenti mi danno
proprio questa impressione, ma questa è vita, non letteratura.
Il concerto dei Gene Drayton Unit non interrompe, anzi consolida, questa
atmosfera; il loro hammond jazz è semplicemente ECCITANTE, sembra
di essere in un club di Soho nel 1961 ed è il miglior live a cui
abbia assistito da tempo. Attitudine e stile.
E poi ancora avanti ancora a ballare fino all'alba , fino a quando letteralmente
ci cacciano fuori; e siccome apparentemente nessuno ha voglia di dormire,
di nuovo al Pirate.
ALL OUR YESTERDAYS
Il lunedì è giorno di partenza e di bilanci
presto
detto: eleganza in crescita, più gente con voglia di apprezzare
cose non scontate e soprattutto la sensazione che ci si stia muovendo
nella giusta direzione
AKNOWLEDGEMENTS
Un saluto in ordine sparso al contingente veneto, alle
Perle della Giulia, alla pattuglia di Senigallia, alla Fatina Freakbeat,
a Iorg di Salisburgo, premio per il furthest traveller in Lambretta, ai
kids di Milano, a Roger Vadim, a Clodette, alla mia sorellina Chiara,
a Fulvio ed al suo giradischi, a Domenico e Silvia "kandy kolored",
a Luana, la carinissima barmaid del Pirate che ha promosso che l'anno
prossimo torna da modette, a Peter e Mary, a Lady Snowflake, a Rob ed
ai NU, agli Impossibili presenti e naturalmente agli Smarties tutti
.KEEP
ON RAVING!
Daniele Savarè
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